Eccetto per le famiglie con figli d'età fino ai 26 anni, non sono previsti sconti per persone disabili o anziani
Imposta Municipale Unica: se tutti conoscono la temutissima sigla IMU, pochi sanno di cosa è acronimo. Quel che è certo, è che sui calendari degli italiani la data cerchiata in rosso è il 18 giugno, termine ultimo per il pagamento della prima rata di questa imposta. Cerchiamo qui di capire come funziona, come si calcola e se sono previste agevolazioni nel caso di persone disabili in famiglia.
COS'E' L'IMU - L'IMU è la nuova imposta che sostituisce la precedente Ici, e riguarda gli immobili di proprietà. Sono tenuti a pagare l'imposta i proprietari di fabbricati destinati sia ad uso abitativo che aree fabbricabili e terre destinate a uso agricolo. Deve versare la quota il proprietario, o chi ne ha l'usufrutto, o il locatario finanziario. Nel caso in cui si tratti di abitazione principale (unica unità) è prevista una detrazione di 200 euro annui. COME SI PAGA - Il pagamento dell'IMU si effettua attraverso il modello F24 che si può trovare in banca o compilare on line, nel caso in cui si disponga di home banking, o accedendo al servizio dell'Agenzia delle Entrate F24 web. Nella compilazione è necessario essere in possesso di alcuni codici forniti dalla Agenzia delle Entrate: anche per questo consigliamo di rivolgersi a patronati abilitati che seguiranno le pratiche insieme ai cittadini. A questo proposito, segnaliamo che per far fronte alla alta richiesta, i Caaf resteranno aperti anche sabato 9 e 16 giugno. La scadenza della prima rata è il 18 giugno 2012, la seconda il 16 dicembre. In caso di abitazione principale, è prevista la possibilità di pagamento a rate dell'IMU.
IMU E DISABILI - Una accesa polemica ha interessato le famiglie dei disabili che si sono mobilitate per chiedere degli sconti in casi particolari, come ad esempio la presenza di un figlio disabile di età superiore ai 26 anni o di un anziano ricoverato in casa di riposto, proprietario di immobile. Se all'inizio era balenata la possibilità di uno sconto del 50% nel caso di figlio disabile nella prima discussione del Decreto Semplificazioni, la cosa poi si è arenata, creando non poca confusione. Vediamo quindi come funziona l'IMU allo stato delle cose.
FIGLIO DISABILE E IMU - Se in una famiglia c'è un figlio disabile fino ai 26 anni residente nell'abitazione, può usufruire di uno sconto di 50 euro. Si tratta di una detrazione fino ad un massimo di 400 euro prevista per tutti i figli fino ai 26 anni (siano essi disabili o no) che devono essere residenti e "dimoranti" nell'abitazione. La cosa che lascia perplessi è il fatto che non sia prevista l'applicazione di una detrazione nel caso di figli disabili oltre questo tetto di età, oltre la quale non si ha più diritto allo sconto, anche se il ragazzo sia affetto da disabilità più o meno gravi. L'unica possibilità di alleggerire il carico fiscale è data ai Comuni, che hanno facoltà di eventualmente abbassare parzialmente l'aliquota. L'unica detrazione sicura, quindi, in caso di famiglie con figli disabili con più di 26 anni, è quella di 200 euro previsti in caso di prima casa.
ANZIANI IN CASA DI RIPOSO - Analoga la situazione per gli anziani che non vivono nella loro casa, magari per problemi legati alla salute. Nel caso che un anziano sia residente in casa di riposo o in un istituto sanitario, ma sia al contempo proprietario di una casa, le cose si complicano. L'abitazione principale viene considerata quella in cui "il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente" , ovvero la struttura sanitaria, quindi la casa di proprietà è considerata seconda casa, con uno scatto dell'aliquota. Anche in questo caso, sono i singoli Comuni ad avere la facoltà eventualmente di applicare uno sconto, ma non è obbligatorio.
Insomma, non solo i disabili non hanno diritto a nessun tipo di agevolazioni ma, secondo Pietro Barbieri, Presidente della FISH, il danno per loro sarà addirittura doppio, considerando che "oltre alle conseguenze della crisi, quelle persone subiscono direttamente anche gli effetti dei tagli alla spesa sociale e del quotidiano costo della disabilità".
Tempi duri, non c'è che dire.
Per approfondire:
Ministero delle Finanze
Agenzia delle Entrate
www.ilportaledellimu.it
IN DISABILI.COM:
IMU DISABILI: LE FAMIGLIE CHIEDONO UNO SCONTO PER I PROPRI FIGLI
IMU: PER GLI ANZIANI RICOVERATI SARA' UN SALASSO
lunedì 11 giugno 2012
sabato 2 giugno 2012
LA FAMIGLIA NEL NOSTRO ORDINAMENTO
La famiglia è disciplinata dal codice civile del 1942. In origine le norme scritte dal Legislatore erano improntate sul comune senso della famiglia ereditato nel corso dei secoli. Al centro della famiglia è collocato il padre-marito a cui tutti gli altri erano gerarchicamente sottoposti (madre, figli). Nella visione tradizionale della famiglia soltanto i figli legittimi godevano della tutela giuridica nella trasmissione del cognome e del patrimonio di famiglia. Erano esclusi dal concetto di famiglia tutti i figli nati al di fuori del matrimonio. Questa interpretazione tradizionale è stata progressivamente modificata ed adeguata alla società moderna, dapprima nella Costituzione del 1948 e successivamente tramite le leggi speciali di riforma del diritto di famiglia. La più importante è senza dubbio la riforma del 1975.COSA ACCADE SE VIENE FATTA UNA FECONDAZIONE ETEROLOGA ALL'ESTERO?
COSA ACCADE SE VIENE FATTA UNA FECONDAZIONE ETEROLOGA ALL ESTERO?
Analizziamo le implicazioni giuridiche sottese alla delicata tematica in questione, partendo dalla lettura di un interessante decreto emesso, recentemente, dal Tribunale di Napoli, in cui viene affermata la non estraneità alla nostra cultura della fecondazione eterologa.
Una coppia si era recata in Colorando per sottoporsi alla tecnica di maternità surrogata, nati i bambini e rientrati in Italia, si erano visti rifiutati, dall'Ufficiale dello Stato Civile, la richiesta di trascrizione dei certificati di nascita dei minori in quanto presuntivamene contraria all'ordine pubblico. Il padre faceva reclamo al Tribunale che decretava quanto segue”:“È ammissibile la trascrizione dei certificati di nascita dei bambini nati all’estero con la fecondazione eterologa non essendo in contrasto con l’ordine pubblico ideale poiché, nel nostro ordinamento, il principio guida è quello della responsabilità procreativa finalizzato a proteggere il valore della tutela della prole, principio che è assicurato sia dalla procreazione naturale che da quella medicalmente assistita ove sorretta dal consenso del padre sociale”.
Il Tribunale, dando una lettura costituzionale alla legge 40/2004, ha affermato che “Non ci si può, quindi, arrestare di fronte al divieto della fecondazione eterologa di cui all'art. 4, comma terzo, osservando che costituisce la condivisione dell'impostazione della cd. bioetica cattolica contrapposta alla cd. bioetica laica poiché occorre dare un significato alla legge nel contesto dei principi costituzionali di cui agli artt. 29, 30 e 31”.
venerdì 1 giugno 2012
martedì 29 maggio 2012
MEDIAZIONE TRIBUTARIA
Più semplice chiudere le liti fiscali minori. Per gli atti notificati a partire dal 1° aprile 2012, per un valore fino a 20mila euro, è in vigore l'istituto della mediazione tributaria, che apre una finestra di dialogo prima del contenzioso e prevede, in caso di accordo, una riduzione fino al 40% delle sanzioni.
Modalità e tempistica - La nuova disciplina della mediazione prevede che il ricorso davanti alle Commissioni tributarie sia obbligatoriamente preceduto dalla proposizione, da parte del contribuente, di un reclamo circostanziato all’Agenzia delle Entrate. L’istanza, che può contenere oltre all’eventuale proposta di mediazione anche una richiesta di sospensione dell’atto impugnato, deve essere presentata entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso d’accertamento o altro atto impugnabile alla Direzione Provinciale o Regionale che lo ha emesso.
Nei 90 giorni successivi, le Direzioni Provinciali prenderanno in esame l’istanza attraverso gli Uffici Legali, strutture diverse da quelle che hanno definito e redatto l’accertamento, e decideranno se accoglierla, nella sua totalità o anche parzialmente, oppure formulare d’ufficio una proposta di mediazione. Se entro i 90 giorni non si raggiunge un’intesa o in precedenza interviene il diniego dell’Ufficio, il contribuente ha 30 giorni di tempo per depositare il ricorso in Commissione tributaria, aprendo così la via al contenzioso.
Nei 90 giorni successivi, le Direzioni Provinciali prenderanno in esame l’istanza attraverso gli Uffici Legali, strutture diverse da quelle che hanno definito e redatto l’accertamento, e decideranno se accoglierla, nella sua totalità o anche parzialmente, oppure formulare d’ufficio una proposta di mediazione. Se entro i 90 giorni non si raggiunge un’intesa o in precedenza interviene il diniego dell’Ufficio, il contribuente ha 30 giorni di tempo per depositare il ricorso in Commissione tributaria, aprendo così la via al contenzioso.
L’accordo di mediazione riduce le sanzioni al 40% - Nel caso in cui la mediazione si concluda positivamente, viene sottoscritto un accordo in base al quale le sanzioni vengono ridotte al 40%. Ciò sia nell’ipotesi di una rideterminazione della pretesa, sia nel caso in cui venga confermato integralmente il tributo contestato. Il pagamento dell’intero importo dovuto o della prima rata, in caso di rateizzazione (che può arrivare fino a un massimo di 8 rate trimestrali di pari importo), va effettuato entro 20 giorni dalla sottoscrizione.
NOVITA' PER I RATEIZZI EQUITALIA
Equitalia cerca di ricucire lo strappo con i contribuenti e annuncia novità per consentire a cittadini ed imprese di mettersi in regola con il fisco in maniera più agevole. Ricordiamo che dal prossimo primo aprile farà il suo debutto la mediazione tributaria per i contenziosi con l'Agenzia delle Entrate, ma dalla quale sono esclusi gli atti di Equitalia.In ogni caso, spiega Equitalia grazie agli interventi normativi decisi nel decreto Salva Italia e in quello sulla semplificazione fiscale, nonché regolamentari della stessa Agenzia di riscossione (direttiva 7/2012 di Equitalia) oggi si può accedere con più facilità alla:
Diamo uno sguardo più da vicino alle novità.
L'Indice alfa, parametro utilizzato per ottenere la rateizzazione, diventa ora solo determinante per il numero massimo di rate che possono essere concesse, aumentando di fatto la platea delle aziende che possono beneficiare del pagamento dilazionato dei tributi.
Fonte: http://www.retearchitetti.it
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